Un uomo
TITOLO: Un uomo
AUTORE: Oriana Fallaci
EDIZIONE ITALIANA: Rizzoli
Tuttavia per un giorno, quel giorno che conta, che riscatta, che viene magari quando non si spera più, e venendo lascia nell’aria un microscopico seme da cui sboccerà un fiore, lo capì anche il gregge che bela dentro il suo fiume di lana. Non più gregge quel giorno, ma piovra che strozza e ruggisce zi,zi,zi! Alekos, zi, zi, zi! Alekos vive, vive,vive! Ecco perché sorridevi tanto misteriosamente ora che calavi dentro la fossa dove il Gran Sacerdote coperto di ori e collane, zaffiri smeraldi rubini, simbolo di ogni potere presente e passato e futuro, ruzzolava grottesco, rompendo il cristallo, calpestando la statua di marmo, credendo che soltanto quella restasse di un sogno, di un uomo.
È una relazione, una cronaca, un racconto, il romanzo che è si storia d’amore, ma soprattutto lotta, politica e libertà.
Il difficile e burrascoso rapporto tra la scrittrice e il combattente greco Panagulis nell’oppressiva Grecia dei Colonnelli. Una storia da sempre segnata dall’ombra della politica, dalle ossessioni di un uomo che ha inseguito la chimera e il fantasma chiamato “libertà” per tutta la vita.
So che questo romanzo è dedicato a Panagulis, a tutto quello che ha composto la sua difficile vita, ma in quest’opera non è lui il personaggio che più mi ha colpito. Essere eroi, come lo è innegabilmente stato lui, è facile: paradossalmente è molto più difficile per i comprimari stare vicino a questi personaggi tormentati, “gli eroi e i poeti” come li definisce la Fallaci. È proprio questa la caratteristica che ossessivamente ricorre in tutta la storia: la pazienza e (talvolta) l’abnegazione della scrittrice a fianco di quest’uomo tormentato.
Motivo per leggerlo: lo stile incalzante, aiutato da frequenti anafore nei dialoghi
Motivo per non leggerlo: la cruda brutalità di certe scene