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Due bicchieri

Posted by admin on Nov 28, 2009 in Racconti

DUE BICCHIERI

 

Mi ha sempre colpito una scena ricorrente nei film e telefilm americani, di qualunque genere esso si tratti: dalla banale commedia romantica, ai polizieschi c’è sempre lo  stesso elemento. Lui, lei, un camino, un tappeto a caldi colori, una scacchiera pronta, cuscini e libri disposti in armonico disordine e una bottiglia di vino con due bicchieri mezzi pieni. I fondi rossi richiamano mille azioni: un bacio, una lieve carezza sui capelli di lei, una risata complice, sesso o amore sul tappeto di fronte al camino. Notare come il vino sia sempre e comunque rosso. Mai un bianco frizzante o un pallido rosè…sempre e comunque rubino liquido in calici sottili.

Quante volte ho cercato di riprodurre questa scena! Ai miei occhi è la quintessenza della sensualità e della complicità tra amanti.

Il mio salotto dispone infatti di un camino, un tappeto a caldi colori, una scacchiera pronta, cuscini e libri disposti in armonico disordine e una bottiglia di vino sempre pronta all’uso. Mancano i due bicchieri.

Oh, fino a non molto tempo fa c’erano anche quelli… e c’era anche l’uomo che sorseggiava con me piccoli, avidi sorsi di liquido rosso granato. I bicchieri esposti alla luce del camino traevano suggestivi caleidoscopi che rimbalzavano sul dorso dei libri. Non beveva mai grossi sorsi di vino, lui centellinava. Voleva che quei momenti durassero più a lungo: un vino invecchiato per dodici anni non si beve come un qualunque succo di frutta. Ogni breve sorso era un bacio, una carezza sui miei capelli, una risata complice, sesso o amore sul tappeto di fronte al camino.

Poi, non so nemmeno dire quando, i sorsi si sono fatti più radi, rarefatti. Non so nemmeno la causa dell’abbandono centellinato. Forse la moglie, l’amore ormai stopposo… peccato che le relazioni reali non siano mai guidate da colorati copioni di cellulosa.

Si bagnava appena le labbra, mi sfiorava la fronte e si allontanava, il bicchiere mezzo pieno lasciato con noncuranza al centro della scacchiera pronta. Un lento stillicidio color granato. Le bottiglie sono rimaste intonse sempre più a lungo, con l’etichetta che sbiadiva e si staccava come un vecchio manifesto pubblicitario.

Poi giunse il momento in cui non fu più necessario tirare fuori due bicchieri.

Resta ancora la bottiglia vicino alla scacchiera pronta, un continuo ricordo di quelle sere di sensualità e complicità tra amanti.

 

per una volta sono io l’autrice.E’ stato pubblicato per il concorso letterario Santa Margherita. Lo si rintraccia sul sito http://premioletterario.santamargherita.it . Scartabellate nella sezione racconti di quest’anno sotto la lettera D. O per comodità leggetelo qui (se vi va :-))

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