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Il mio nome è Rosso

Posted by admin on Feb 26, 2010 in Romanzi

TITOLO: Il mio nome è Rosso
Titolo originale: Benim adim kirmizi

AUTORE: Orhan Pamuk

EDIZIONE ITALIANA: Einaudi

Istambul, XVI sec. Il raffinato mondo dei miniaturisti di corte è sconvolto da un efferato assassinio. Non è un banale omicidio per furto, gelosia o passione. Dietro si cela un motivo più profondo, disegni blasfemi e nuove tendenze pittoriche in pieno contrasto con le prescrizioni islamiche.
Nero, scrivano di corte, indaga su questo omicidio: deve sapere cosa si nasconde dietro la magnificenza dei disegni. È in gioco anche la sua felicità con la bella Sekure, la donna che ha amato per dodici lunghi anni.
Un romanzo corale che descrive con sublime lentezza il passaggio tra le antiche miniature e le influenze occidentali.

Denso e molto lento. Ogni pagina va letta con attenzione, ogni descrizione e metafora valutata con attenzione, un po’ come si guarderebbe una ricca miniatura per cogliere ogni dettaglio, sfumatura e doratura. Tanto che, al mio blasfemo occhio occidentale, in certi pezzi è apparso eccessivamente rallentato. Ero completamente concentrata sull’identità dell’assassino, nemmeno stessi leggendo un giallo. Mea culpa, lo ammetto, ma ho avuto modo di apprezzare passaggi di un figurativo straordinario.
Ho sempre amato i romanzi narrati da più punti di vista, sempre in prima persona. È una visione in 3D (anche se mi sembra anacronistico dirlo, visto l’argomento in questione).

Motivo per leggerlo: per la narrazione corale
Motivo per non leggerlo: alcune descrizioni troppo lente e infarcite di riferimenti alla storia e cultura islamica che possono sfuggire

 
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Per l’amor di un dio

Posted by admin on Feb 3, 2010 in Romanzi

TITOLO: Per l’amor di un dio
Titolo originale: Gods behaving badly

AUTORE: Marie Phillips

EDIZIONE ITALIANA: Guanda

I tempi d’oro per gli dei olimpici sono finiti. Da secoli, ormai, i mortali hanno dimenticato persino i loro nomi. Così si sono trasferiti tutti in una fatiscente zona di Londra: Afrodite lavora per un call centre erotico, Dioniso è proprietario di un Club, Apollo si spaccia per veggente in televisione e Artemide si è ridotta a fare la dog sitter. Zeus ed Era sono due vecchi rimbambiti che vivono in soffitta.
Capita, per caso, nella loro vita, Alice, giovane e dolce donna delle pulizie, “fidanzata” con Neil, ingegnere timido e pasticcione.
L’infatuazione del playboy Apollo per la giovane Alice causerà una serie di eventi catastrofici: mentre il mondo sta per finire, Neil ed Alice vivono una moderna versione del mito “Orfeo ed Euridice”.

Divertente, spigliato, fresco.
Mi sono sempre chiesta dove finissero le divinità, una volta che la moda del loro culto è passata: cosa fanno, come impiegano le loro giornate, hanno rimpianti o nostalgia… bhè per me sono una serie di quesiti molto interessanti. Leggere di questi Dei costretti a vivere in un appartamento che cade a pezzi e a fare lavori poco meno che umilianti mi ha davvero spiazzato e divertito. Ancora meglio poter vedere queste vecchie glorie olimpiche in chiave moderna. Spero che esca presto un romanzo su questo stampo sui vecchi dei norreni, a questo punto.
Già umanissimi nel mito classico, con tutti i difetti e le fisime dei comuni mortali, qui gli Dei sono ad un livello ancora più “terra-terra” in una spersonalizzazione del senso del divino che solo una studiosa di antropologia poteva regalare.
Mi rendo conto che i due mortali, veri protagonisti del romanzo, rimangono un po’ in ombra: è quello che capita nel confrontarsi con una divinità.

Motivo per leggerlo: per come gli dei sono moderni, disperati e volgari

Motivo per non leggerlo: Se non si vuole perdere il senso classico ed aulico del mito

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