Le lettere di Berlicche
TITOLO: Le lettere di Berlicche
Titolo originale: The Screwtape letters
AUTORE: C.S. Lewis
EDIZIONE ITALIANA: Oscar Mondadori
Berlicche è un Diavolo, un essere di puro spirito, un tentatore di prima categoria, addirittura Sottosegretario Anziano di una Sezione dell’Inferno.
Malacoda è il nipote di Berlicche: è un Tentatore Jr, appena uscito dalla scuola di Tirocinio e bisognoso dei consigli dello zio su tutti i trucchi per tentare gli esseri umani.
Berlicche, con ironia ed intelligenza, dedica al nipote un fitto carteggio nel quale esibisce la sua esperienza e gli spiega ogni sistema per condurre quante più anime possibili nell’oscura casa degli Inferi.
Lewis è conosciuto ed apprezzato come l’autore de Le Cronache di Narnia. Meno conosciuti sono i suoi scritti di carattere, per così dire, morale. In quest’opera l’autore, prima ateo convinto, si serve del carteggio infernale per difendere a spada tratta la Chiesa e i valori che essa incarna. Un perfetto gioco antifrastico.
Appena l’ho letto mi sono venute in mente le Lettere a Lucilio di Seneca: solo che qui, invece di esercitare la virtù, Berlicche insegna a sviluppare i vizi insiti negli esseri umani. Un romanzo di formazione al contrario, a voler ben vedere.
Lo stile è pulito, ricco di sottile e pungente ironia che coglie benissimo alcuni peculiari aspetti della natura umana. Un esempio per tutti la “Teoria dell’Ondulazione”.
P.S. Mi sono accorta che sarei una cliente perfetta per il demonio che vive nel taschino della mia giacca.
Motivo per leggerlo: l’ironia e il rovesciamento dei valori morali
Motivo per non leggerlo: lo stile epistolare