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Un cappello pieno di ciliege

Posted by admin on Lug 26, 2009 in Romanzi

TITOLO: Un cappello pieno di ciliege
Titolo originale: Un cappello pieno di ciliege

AUTORE: Oriana Fallaci

EDIZIONE ITALIANA: Rizzoli

È un’epopea romanzata, una saga di famiglia, storie vere che si intrecciano nel trascorrere del tempo. Oriana Fallaci rivive le vicende della sua famiglia, i passaggi nel tempo e le traversie che l’hanno portata a nascere. Dalla metà del ‘700 con i poveri contadini toscani, i Fallaci, alla Torino del post-unità con la bella e maliarda Anastasìa Ferrier si rincorrono eventi storici e drammi umani. Un caleidoscopio di voci, storie e leggende che hanno contribuito a dare vita ad una scrittrice che parla con toccante partecipazione delle vicende della sua famiglia.

Come molti ricorderanno il romanzo è uscito postumo, curato dal nipote della defunta Fallaci. Proprio questo nipote, Edoardo Perazzi, ci racconta di come la zia avesse sempre avuto in mente di realizzare una biografia della famiglia: l’arco temporale per la composizione di questo romanzo spazia infatti dal 1991 al 2001, con interruzioni varie dovute ad altri lavori e alle cure alle quali la Fallaci si è sottoposta per curarsi dal cancro.
Dopo aver scoperto Isabel Allende, mi sono innamorata delle saghe familiari e questo romanzo incontra i miei più vivi gusti. Oltre alla trama già di per sé avvincente e coinvolgente, “Un cappello pieno di ciliege” regala anche personaggi dai caratteri strabilianti: Caterina Zani, figlia di un’eretica bruciata sul rogo e contadina indipendente e orgogliosa, la malinconica Montserrat, figlia illegittima di un grande di Spagna, la cinica e ammaliante Anastasìa… questi personaggi femminili di spicco lasciano davvero il segno.
Sullo stile spendo giusto un paio di parole: il sapiente uso dell’anafora serve a dare incredibile cadenza e ritmo ad alcune pagine descrittive (es. pag. 756), il continuo rivolgersi al lettore con l’intercalare “ricordi” coinvolge chi sta dall’altra parte della copertina sono felicissimi espedienti.

Motivo per leggerlo: per i personaggi femminili
Motivo per non leggerlo: le, a volte troppo lunghe, digressioni storico-politiche

P.S. Grazie Lauretta per avermelo prestato

 
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La tazzina del diavolo

Posted by admin on Mag 31, 2009 in Romanzi

TITOLO: La tazzina del diavolo
Titolo originale: The Devil’s cup

AUTORE: Stewart Lee Allen

EDIZIONE ITALIANA: Universale economica feltrinelli

Un anno intorno al mondo sulla scia del caffè, attraversando continenti e bevendo tazze su tazze della scusa bevanda che da millenni seduce il mondo.
Curiose tradizioni, diversi modi di preparare il caffè e vari approcci al sensuale chicco scuro.

Il caffè e l’umanità provengono entrambi dalla stessa zona dell’Africa orientale. E se qualcuno di quegli uomini scimmia primitivi avesse mangiucchiato quelle bacche rosso brillante? E se lo stimolo mentale che ne derivò li avesse aperti a nuovi modi di vedere vecchi problemi, come aveva fatto agli Europei? È possibile che questo gruppo di mangiatore di bacche sia l’Anello mancante e che il ricordo del lucido, ma amaro frutto abbia costituito la base per la storia del Giardino dell’Eden?

Un libro da sorseggiare, semplicemente con piacere e senza fretta. Allen riconferma ancora una volta il suo talento per la “narrativa gastronomica” con il suo inconfondibile e scanzonato umorismo.
P.S. Da buona caffeinomane non mi faccio sfuggire un volume sul caffè.

Motivo per leggerlo: ovviamente per il filo conduttore
Motivo per non leggerlo: se vi infastidiscono le digressioni storiche.

 
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Sui premi Pulitzer e gli ameni dintorni

Posted by admin on Apr 30, 2009 in Uncategorized

Questa settimana, approfittando di tempi morti, mi sono dedicata alla lettura di due romanzi: uno Le scarpe rosse (di cui trovate la recensione), l’altro Leoni alla Lamb House di Yoder Jr. Il primo è un romanzo piacevole, frizzante e abbastanza conosciuto dal grande pubblico. Il secondo è passabilmente ironico, semi-sconosciuto ai più, ma insignito del prestigioso premio Pulitzer.
Ora, non avendo la presunzione di essere un critico letterario o anche solo un lettore di medio talento, mi sono chiesta che cosa determini la linea che divide i “romanzi da cassetta” da quelli da consegnare ai posteri come i più alti esempi della nostra moderna letteratura.
Evidentemente non è la popolarità: non me ne vogliano gli appassionati, ma la saga di Twilight è stata ed è tuttora in testa alle classifiche, ma mai a nessun critico equilibrato verrebbe in mente di proporlo per un Pulitzer o uno Strega. Quindi i gusti del pubblico non influenzano perchè, si sa, la massa segue la moda e la moda non si premia, anzi si condanna come scelta qualunquistica.
Rimane solo il giudizio di una categoria di “esperti” a determinare chi passa la soglia dell’immortalità, la forbice filologica, tra i milioni di romanzi che vengono costantemente sfornati. Questa categoria di esperti però non rappresenta i gusti della società nè tanto meno le caratteristiche del lettore medio. Senza toglier nulla a Leoni alla Lamb House che pure ho gradito, ma dovessi dare in lettura i due romanzi sopra citati a qualunque lettore, sono certa che un buon 70% preferirebbe Scarpe rosse.
Quindi ci si morde la coda? I gusti non si premiano, si premia ciò che ha valore ma che non rappresenta la nostra società? E ancora, questi esperti come hanno stabilito che è un’opera è di valore mentre un’altra no? Quali sono insomma i parametri di gusto?
Sono una serie di domande che ogni tanto mi pongo: se gli “esperti” vogliono commentare e farmi sapere i loro parametri di scelta, allora mi metto immediatamente all’opera. Il premio Strega il prossimo anno sarà mio

 
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Le scarpe rosse

Posted by admin on Apr 22, 2009 in Romanzi

TITOLO: Le scarpe rosse
Titolo originale: The lollipop shoes

AUTORE: Joanne Harris

EDIZIONE ITALIANA: Garzanti

Vianne Rocher ha abbandonato la vita girovaga, i tarocchi e la magia. Sono lontani i tempi in cui, frizzante creatrice di cioccolatini, regalava l’imprevedibile agli abitanti di Lasquenet- sous- Tannes. Ora è una rispettabile signora vestita di nero, ha due figlie e dirige una piccola chocolaterie a Parigi, nel villaggio di Montmartre. Il suo nome è Yanne Charboneau, vedova.
Questa pretesa di normalità però non la rende felice. Il suo tentativo di uniformarsi con la “gente normale” le ha fatto quasi dimenticare chi è.
E poi arriva Zozie, eccentrica giovane strega degli inquietanti e grandi poteri. Zozie entra nella vita di Vianne e di Anouk, riporta colore e magia. Ma sarà davvero la figura positiva che tutti pensano? O i suoi poteri sono finalizzati ad un altro risultato?
Vi presento il seguito di Chocolat di nuovo tra incantesimi e cioccolato.

Chi ama e apprezza questa scrittrice come faccio io, non avrà bisogno di presentazioni. Chocolat è senza dubbio il miglior lavoro di questa scrittice anglo-francese. Chi non ha letto il romanzo, di certo ricorda la versione cinematografica con l’affascinante Jonnhy Depp.
Le scarpe rosse mi ha fatto riflettere sulla questione dei “libri preferiti”: alla domanda “qual è il tuo libro preferito?” la risposta varia col passare del tempo. Il libro preferito è secondo me un fatto contingente, non assoluto.
Chocolat per me rappresenta un’eccezione: è il libro che amo di più e che sento rispecchi la mia idea di letteratura piacevole. Per questo sono stata a lungo incerta se leggere il sequel. In genere sono delusioni inenarrabili che ti portano a perdere fiducia nella scrittrice stessa.
Joanne Harris invece non delude. Come sempre, azzeccata l’idea di più “io narranti” (Vianne, Zozie e Anouk) e come sempre il cioccolato la fa da padrone insieme ad un sottile filo di magia; una magia quasi accettabile, ai limiti della normalità che fa apprezzare questo tipo di racconto anche a chi non è amante del fantasy.

Motivo per leggerlo: dico solo cioccolato, magia, Harris. Che trittico!

Motivo per non leggerlo: se i sequel vi scoraggiano.

 
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Lo scafandro e la farfalla

Posted by admin on Apr 10, 2009 in Romanzi

TITOLO: Lo scafandro e la farfalla
Titolo originale: Le scaphandre et le papillon

AUTORE: Jean- Dominique Bauby

EDIZIONE ITALIANA: Ponte alle Grazie

Lo scafandro è il corpo in cui è ormai intrappolato.
Jean- Dominique, dopo l’ictus dell’8 dicembre 1995, diventa uno dei rari casi mondiali di locked in syndrome: il suo corpo è praticamente inservibile, incapace di compiere anche il gesto più elementare.
La farfalla è il pensiero, la mente rimasta lucida e presente.
Questa locked in syndrome rende il corpo un inutile involucro, ma lascia intatte le capacità di pensiero e di ragionamento.
Tramite comunicazioni fatte di battiti di ciglia, gesti minimi ed espressioni dell’occhio, la straordinaria testimonianza in prima persona di un uomo che, pur bloccato in una tragica situazione, riesce ancora ad affinare l’orecchio ed ascoltare le farfalle di ricordi, affetti e sensazioni che turbinano nella sua mente.

È molto breve come romanzo: se vogliamo essere precisi sono solo 123 pagine nella mia edizione.
È breve, ma è denso: si lascia leggere per poche pagine alla volta. La sottesa ironia di quest’uomo di grande verve serve a rendere in pieno la tragicità della sua situazione. Gesti in apparenza semplici come lavarsi, mangiare, rivolgere un’occhiata ai figli o semplicemente muovere le dita diventano sfide da atleti delle Olimpiadi.
Ripeto: solo poche pagine alla volta.

Motivo per leggerlo: per lo spirito e la verve del protagonista
Motivo per non leggerlo: l’angoscia che la vicenda ispira

 
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Una casa tra i limoni

Posted by admin on Mar 31, 2009 in Romanzi

TITOLO: Una casa tra i limoni
Titolo originale: Driving over lemons

AUTORE: Chris Stewart

EDIZIONE ITALIANA: Guanda

Chris e la moglie Ana, stanchi della vita britannica, tentano l’avventura della vita nelle Alpujarras ai piedi della Sierra Nevada.
Chris, itinerante tosatore di pecore ed ex batterista dei Genesis, compra quindi la fatiscente fattoria di El Valero per una somma risibile e inizia la sua nuova vita da agricoltore-pastore-tosatore spagnolo.
Tra limoni e arance, fiumi in piena, pecore dispettose e vicini spagnoli, la vita in una fattoria nel cuore dell’Andalusia.

Ho letto alcuni anni fa “Un pappagallo sull’albero del pepe” il seguito di “Una casa tra i limoni” e mi sono innamorata del soggetto. È uno di quei libri che io definisco “estivi” perchè sono leggeri, freschi e mettono sempre di buon umore.
Trovare questo romanzo è stato davvero un colpo di fortuna: dopo anni di ricerche nelle librerie e di ordinazioni fallite avevo perso la speranza di metterci le mani sopra. E poi, quando ormai non ci pensavo più, è saltato fuori dagli scaffali della biblioteca civica di Pavia.
Indubbiamente carino, semplice anche nella prosa e con picchi di humor dal sapore inglese. Mi spiace però dire che non regge assolutamente il confronto con “Un pappagallo sull’albero del pepe”.

Motivo per leggerlo: per gli episodi di vita contadina
Motivo per non leggerlo: non ci sono grandi colpi di scena J

 
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La saga di Terre d’Ange

Posted by admin on Mar 11, 2009 in Romanzi

TITOLO: Il dardo e la rosa; La prescelta e l’erede

Titolo originale: Kushiel’s dart; Kushiel’s chosen

 

AUTORE: Jacqueline Carey

 

EDIZIONE ITALIANA: Editrice Nord

 

Terre d’Ange è una nazione fondata da angeli: i loro discendenti, splendidi esseri di sangue mortale, vivono secondo il precetto “Ama a tuo piacimento” e su tutto ciò regnano le 13 Case del Piacere.

Phèdre è una prescelta del dio Kushiel ed è in grado di mescolare piacere e dolore per sua natura: proprio in virtù di questa sua caratteristica verrà avviata dal nobile Delaunay alla carriera di cortigiana-spia.

Tra intrighi, battaglie e incontri amorosi una nuova saga fantasy.

 

Mi ero ripromessa di non cadere più nel vortice delle saghe fantasy e invece sono stata terribilmente tentata. Purtroppo di fantasy di buona qualità non ne escono più e devo dire che questa saga (per ora ho letto solo i primi due volumi) mi è piaciuta.

Quanto meno di fondo c’è una trama un po’ complessa: difficile ricordarsi i nomi di tutti i nobili assetati di potere, però dà una certa soddisfazione portare alla fine un romanzo di questo tipo.

Elementi fantasy sullo stile orchi, elfi, stregoni e magie ce ne sono ben pochi, lo stesso mondo di ambientazione è quello reale con la variazione dei nomi, e ci sono alcuni piacevoli rimandi alle mitologie europee.

Molto, molto, molto sensuale in certi punti.

 

Motivo per leggerlo: Gli intrighi politici

Motivo per non leggerlo: Decisamente deludenti i caratteri dei co-protagonisti

 
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Terra!

Posted by admin on Feb 8, 2009 in Romanzi

TITOLO: Terra
Titolo originale: Terra

AUTORE: Stefano Benni

EDIZIONE ITALIANA: Universale economica Feltrinelli

2156, Parigi: dopo sei conflitti mondiali la Terra è allo stremo delle forze, senza più risorse energetiche e completamente coperta dai ghiacci.
Dallo spazio giunge una comunicazione: è stato trovato un pianeta con le stesse condizioni climatiche della Terra. Per il pianeta si apre la speranza (e nasce un’insana rivalità per la conquista) e parte la caccia a “Terra 2”. I giocatori di questa partita sono i sineuropei, il re dell’impero amerorusso e il Giappone con un’astronave guidata da topi addestrati.
Intanto si cerca di capire quale mistero ci sia sotto le macerie di Cuzco. Gli Inca erano entrati in contatto con alieni? Cosa sono le 15 porte?
Tra ragazzini geni del computer, telepati e robot quasi umani, un’avventura tra la fantascienza e l’ironia.

Non ho pregiudizi in letturatura (a parte qualche debita eccezione di cui non faccio nome), ma la fantascienza e Benni mi hanno sempre messo in guardia. Figuriamoci le due cose mescolate! Di Benni in generale mi danno fastidio gli eccessivi neologismi, sembra che scolpisca plastilina seguendo dei trip allucinogeni, e non afferro pienamente il fascino del genere fantascientifico.
Questo romanzo è invece stato una piacevole sorpresa. Benni ha reso con notevole ironia e grandissima fantasia un ipotetico scenario apocalittico e in questo contesto anche i suoi giochi con le parole sono gradevoli. Mi sono piaciuti meno i personaggi: sono troppi, poco caratterizzati e il loro agire si perde nel mirabolante universo creato dall’autore.
Notevole il finale: da perfetta ingenua non me lo sarei mai aspettato.

 
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Estasi culinarie

Posted by admin on Feb 1, 2009 in Romanzi

TITOLO: Estasi culinarie
Titolo originale: Une gourmandise

AUTORE: Muriel Barbery

EDIZIONE ITALIANA: edizioni e/o

Monsieur Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo, sta morendo. Nel suo lussuoso appartamento di Rue de Grenelle, circondato da tutte le persone che lo hanno odiato alla follia e amato alla disperazione, il grande degustatore rende omaggio a tutti le prelibatezze culinarie che lo hanno accompagnato per tutta la vita.
Tra i commenti di parenti, portinai e rivali, un lungo viaggio tra piatti particolari, gusti primitivi e sapori d’infanzia.

Per chi ha già letto L’eleganza del riccio sarà semplice riconoscere in Arthens uno dei personaggi minori del romanzo. Questa è la prima opera dell’autrice a cui è seguito poi il caso letterario francese del 2007.
Quando me l’hanno regalato sono rimasta perplessa perchè non avevo ancora sentito parlare di questo testo. Così ho scartabellato Anobii (ultima, utile scoperta) per vedere cosa ne pensavano gli altri lettori. Il succo dei commenti era più o meno questo: pomposo, mediocre, linguaggio inutilmente difficile e imbevuto di grandeur francese. Da spaventarsi e nemmeno aprire la prima pagina.
Per fortuna ha vinto la curiosità: a parte il fatto che io adoro i romanzi a sfondo culinario, è come mangiare piatti prelibati per interposta persona, ma è stato proprio il linguaggio che mi ha catturato. È difficile, è elevato e ridondante: tutto verissimo. Però mostra che l’uso prezioso della lingua non è morto. In un’epoca dominata da termini banali e di uso comune, dove il cioè compare praticamente ogni due parole in una frase, questo testo è uno spiraglio negli splendori della lingua scritta. Un sentito complimento ovviamente ai traduttori Emanuelle Caillat e Cinzia Poli.

Motivo per leggerlo: se non altro per farsi venire l’acquolina in bocca
Motivo per non leggerlo: se vi disturba il linguaggio troppo pomposo.

 
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I Principi: Azzurri, Viscidi, Inetti

Posted by admin on Gen 19, 2009 in Racconti

Le fiabe pullulano di Principi senza nome che arrivano, baciano e sposano, raramente con atti di coraggio tra un’attività e l’altra.

Nessuno di loro che abbia un lavoro serio, uno straccio di laurea, delle passioni, delle paure, un libro preferito, uno scheletro nell’armadio, un trauma infantile, che so.

No, di solito arrivano verso il finale della storia e si prendono la bella che nella maggior parte dei casi ne ha passate di ogni.

Spesso inoltre sono dei decerebrati con il furore di una lumaca e la sagacia di una cozza. Nonostante ciò, ancora oggi noi diciamo di sognare il Principe azzurro.

Ma saremo sceme?

Tratto da “C’era una svolta” Barbara Fiorio

 

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